Progetto di CD del pianista Giovanni Velluti
su un pianoforte Erard del 1890 in perfette condizioni di restauro
Chopin preferiva il Pleyel all'Erard perché gli dava un suono più "artigianale",
più personalizzato, in contrasto con la sonorità più standard del secondo.
Liszt preferiva l'Erard in virtù del suo approccio da concertista avvezzo a suonare nelle grandi sale.
Ed infatti la prima impressione che ho avuto eseguendo le composizioni di questi due autori sul
pianoforte utilizzato per questa incisione è di una inusitata vicinanza a certe rese timbriche ed
anche di volume di un moderno pianoforte del '900, in particolare più prossimo ai pianoforti tedeschi
(Bluthner, Bechstein, Grotrian) che non allo Steinway.
Un pianoforte con un suono che tende all'espressivo, quindi, ma comunque già un protagonista delle
sale da concerto. Uno strumento ormai molto distante dai fortepiani di 80-100 anni prima ed anche dai vari Graf
e dal rivale Pleyel, molto più flebile e adatto soprattutto ai saloni dei palazzi aristocratici
più che alle sale da concerto.
È noto che Chopin, al contrario di Liszt, soffriva molto le sale da concerto, preferendo
i salotti degli aristocratici, sia per motivi di volume sonoro che per motivi psicologici.
L'interesse di una incisione come questa sorge da due obiettivi: ricostruire un esecuzione,
un risultato, grosso modo come ai tempi di Liszt e Chopin. Inoltre ricavare indicazioni sulla
modalità di esecuzione dei brani di quel periodo (1800-1880) e in particolare di alcuni autori.
Queste due motivazioni fanno parte della stessa categoria di pensiero: eseguire su questo
pianoforte quella musica dà delle indicazioni, delle chiavi di lettura su come realizzare
alcuni passaggi che altrimenti verrebbero travisati. Più o meno come eseguire Mozart al fortepiano.
È un'operazione che consente di inserire la tradizione autentica in un contesto moderno.
Alcuni passaggi sono eseguibili od hanno significato soltanto se suonati in un modo ben preciso,
altrimenti l'Erard non riesce a "restituirli", anzi li abortisce.
La prova del nove emerge, appunto, col confronto di queste indicazioni con le modalità di
esecuzione tramandata dalle grandi scuole pianistiche del 1800.
Demo audio
Fantasia Improptu op.66 di Fryderyk Chopin
Immagini
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