Giovanni Velluti - Pianista

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Percorsi di stile: Belcanto e pianismo romantico nell'Ottocento

Il programma di questo recital è ispirato ad un confonto tra le reciproche influenze tra musica pianistica e vocale nel XIX secolo. L'inizio, scontato, è nel nome di Chopin per il pianoforte e di Donizetti e Rossini per il canto. Così come scrive anche Gastone Belotti, eminente studioso chopiniano, nel suo enciclopedico testo "Chopin" (Torino 1984):

Che la melodia di Chopin sia strettamente legata a quella vocale italiana lo si è sempre sostenuto [...] Inoltre una relazione stretta con la melodia italiana Chopin l'aveva trovata in alcuni suoi predecessori, Spohr, Field, Hummel, solo che in lui non v'è piatta imitazione ma una stilizzazione degli elementi del belcanto, e riproposizione di "parlando", di "coloratura", [...] di "portamenti", tutti di origine vocale, adattati alle possibilità del pianoforte, e dunque con un'estensione non ancora raggiunta. Alla sua allieva Vera de Kologrivoff [...] Chopin disse: "Bisogna che voi cantiate se volete suonare", le fece prendere lezioni di canto [...] e ascoltare molte opere italiane. Queste ultime, riferì la signora Kologrivoff, "Chopin le giudicava assolutamente necessarie per un pianista" [...] Non appena giunto a Parigi, Chopin fu addirittura affascinato dalla voce e dalla tecnica vocale della Pasta, della Grisi, della Cinti, di Rubini [...] Nei suoi ricordi l'allieva Emilie von Timm [...] scrive che "il suo modo di suonare è completamente modellato sullo stile vocale di Rubini, della Malibran, ecc. cosa che del resto egli stesso confessa".

Un successivo interessante confronto per l'ascoltatore è costituito dall'esecuzione di tre brani di Francesco Paolo Tosti, incontrastato re della romanza da salotto fine ottocento, e del Capriccio spagnolo per pianoforte di Moritz Moszkowski, la cui musica a sua volta godette di enorme popolarità approssimativamente nello stesso periodo grazie anche alle esecuzioni di virtuosi come Hoffmann, Lhevinne e Horowitz. Seguono due brani vocali di Faurè: Claire de lune e Apres un reve, cui fa da contrappunto l'esecuzione della trascrizione pianistica proprio di "Apres un reve" scritta dal celebre pianista di primo novecento Percy Grainger. Si conclude il recital con la 3° "Consolation" in re bemolle maggiore di Franz Liszt e con la romanza Torna Amore di Buzzi-Peccia.

Infine, su un piano ancora più generale, il parallelo tra belcanto e virtuosismo pianistico può svilupparsi anche riguardo all'esecuzione, nel confronto tra il "rubato" dell'esecuzione solistica al pianoforte e la tecnica dell'accompagnamento vocale basata sul respiro del cantante. Nel primo caso una l'esecuzione ideale sta nel realizzare sullo strumento ciò che nell'accompagnamento è il risultato della fusione tra elemento melodico del cantante e base pianistica (e quindi sia sostegno che guida al tempo stesso).

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